
PUNTO DI VISTA
Non avevo alcuna intenzione di intervenire anche perchè molti mi hanno consigliato di non farlo per "prudenza" politica e per non gettare "benzina sul fuoco".Tuttavia, visto che mi piace che gli studenti discutano dei problemi e che, come professore credo di avere il dovere di aiutare il dibattito ed il dialogo in cui da "liberal" quale ritengo di essere ho la massima fiducia, ho pensato che alcune cose vadano precisate.Intanto partiamo dal fatto che sono convinto che la maggior parte degli studenti che manifestano o protestano siano in assoluta buona fede come del resto lo sono coloro che non vogliono partecipare alla protesta.Analogamente credo che sia libero di manifestare chiunque e chiunque sia però altrettanto libero di non manifestare. La libertà di manifestazione non significa dovere di manifestazione (almeno in uno stato che sia libero) e chi manifesta o protesta deve anche rispettare la libertà di chi non vuole manifestare e magari seguire una lezione.L'idea che si debba impedire lo svolgimento delle lezioni perchè così si possa ottenere una "partecipazione" maggiore alla protesta (idea che mi è stata espressa purtroppo anche stamani ...!) francamente mi ripugna. Se si crede nella libertà e nel principio democratico... si deve anche rischiare che poi ci sia chi agisca (e voti) in maniera diversa da come la possiamo pensare; altrimenti vale il principio che sei intelligente e bravo e giusto se fai e voti come me mentre se fai e voti diversamente che da me allora sei cretino, qualunquista ecc. ecc.Detto questo e sperando che almeno sul punto si sia tutti d'accordo, temo che i fatti di questi giorni abbiano origini molto più complesse di quanto si possa immaginare dalla "apparenza". Come spiegare ad esempio, dato il fatto che la tanto paventata "riforma" contestata in realtà non sia affatto una riforma e che, soprattutto sia legge dello Stato (non decreto ancora da trasformare, come qualcuno ha scritto qui sul forum, ma già definitivamente legge) pubblicata il 6 agosto, che ... nessuno se ne sia accorto durante l'estate (forse erano tutti in vacanza?) e fino a qualche giorno fa? Che ci sia dietro questo un cambiamento di strategia politica a livello nazionale nei rapporti tra "minoranza" e maggioranza e forse anche all'interno della stessa "minoranza", come sostiene qualcuno, potrebbe anche essere e sarebbe in ogni caso legittimo. Ognuno, ogni parte politica sceglie le modalità della sua azione e può manifestare come gli aggrada. Del resto, da radicale, sono stato impegnato molto più "fuori dal Palazzo" che dentro il Palazzo.Sicchè non mi interessa ora stabilire se c'è o meno chi "soffia sul fuoco". Anche se ci fosse, farebbe solo ciò che in demacrazia è assolutamente consentito.Tuttavia quello che mi preoccupa, qui ed ora, è da un lato l'assenza di informazione anzi una sorta di disinformazione e la voglia improvvisa di criticare non solo (e sarebbe giusto) ciò che non si condivide ma anche quello che non c'è. Ecco questo proprio non lo capisco: perchè si deve manifestare contro una cosa che non c'è?Dall'altro lato sono anche preoccupato per la mancanza del rispetto dei diritti e delle libertà altrui e soprattutto dall'incredibile scaricabarile a cui ho assistito in questi giorni con la involontaria "complicità" di troppi.Inizio dal primo punto: contstare la trasformazione delle università in fondazioni è assolutamente possibile e giusto a prescindere dal fatto che, naturalmente, si dovrebbe sapere che cosa sono le fondazioni e magari sapere anche che non significano affatto "privatizzazioni" o ingresso dei privati nell'università. La cosa divertente qui è però il fatto che la legge in questione non stabilisce che le università DEBBANO trasformarsi OBBLIGATORIAMENTE in fondazioni ma solo che lo POSSANO fare se così fosse ritenuto opportuno e conveniente (e questa scelta è demandata alla stessa università); per di più nel caso in cui si discutesse se trasformarsi in fondazione, la decisione in questo senso dovrebbe essere presa a maggioranza assoluta dei componenti del Senato Accademico: con la evidente conseguenza che allo stato attuale, almeno per quanto riguarda l'Ateneo palermitano bisognerebbe che la metà più uno dei componenti votasse a favore; in pratica basterebbe anche la sola astensione di uno dei Presidi o del Rettore per impedire che ciò accada. Come tutti sapete proprio su questo punto in S.A. c'è quasi l'unanimità (di contrari alla trasformazione, intendo) e quindi a meno di catastrofi e cataclismi epocali ... per i prossimi anni l'università di Palermo NON si trasformerà in Fondazione.Insisto: la legge NON ci IMPONE di trasformarci in fondazione, ci dà solo la facoltà di farlo se lo vogliamo (e con una maggioranza difficilmente raggiungibile). Allora, mentre capisco che si possa e si voglia protestare contro "i tagli" (e chi non lo farebbe? mi sarei stupito del contrario) che esistono senza alcun dubbio e sono previsti nella legge, non capisco perchè protestare per una cosa che non c'è, e a cui nessuno, neppure la legge, ci obbliga.Stesso discorso sull'ingresso dei privati. La legge prevede che i privati POSSANO contribuire ma anche che la fondazione possa essere composta solo ed esclusivamente dagli "interni" dell'università.NON C'E' NESSUNA IMPOSIZIONE anche in questo caso. Se per ipotesi si decidesse di trasformarci in fondazione potremmo benissimo dare vita ad una fondazione il cui organo di amministrazione fosse composto solo ed esclusivamente da professori, dal personale ATA e dagli studenti ESATTAMENTE come accade già adesso con la composizione del Consiglio di Amministrazione.L'eventuale presenza di enti pubblici e privati che possano sovvenzionare le attività dell'ateneo, dice sempre la legge, verrà valutata ai fini perequativi, FERMO RESTANDO IL FINANZIAMENTO PUBBLICO. Più precisamente il punto 9 dell'art 16 della legge in questione afferma: "Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l'entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione".Questa frase potrebbe essere interpretata in due modi: o che si possano premiare valutandole come migliori le università che attirano risorse o esattamente il contrario. Ma visto che si parla di "fini perequativi", se l'italiano e la lettera della legge non ingannano ciò significa che, fermo restando l'entità del finanziamento pubblico, ci sarebbe uno spostamento, per evitare sperequazioni, dei fondi pubblici a vantaggio di chi non sia in grado di attirare sufficienti fondi privati: per fare un esempio cioò significa che se c'è un ateneo che riceve dai privati finanziamenti sulla ricerca tecnologica, diciamo per studiare nuove fonti di energia o nuove cure e via dicendo e non riceve invece fondi da privati per le ricerche sulla poesia greca, allora per evitare sperequazioni lo Stato dovrebbe intervenire spostando fondi pubblici a favore di queste attività "economicamente depresse". Lo stesso ovviamente dovrebbe avvenire su base territoriale: ad esempio se al sud o in Sicilia non ci fosse alcun privato (o ente pubblico locale) disposto a finanziare gli atenei, per evitare che ci siano sperequazioni questi stessi atenei riceverebbero una maggior quantità di fondi pubblici rispetto a quegli atenei più fortunati che si trovano in zone maggiormente "produttive".Ora, io non dico che ciò sia buono o cattivo, non dico che ciò sia giusto o sbagliato ma mi chiedo semplicemente perchè si dice solo no senza neppure sapere di che cosa si sta parlando? Aggiungo che, al di là delle "parole d'ordine" e delle cose imparate sulla scorta di pseudo-informazioni la trasformazione in fondazioni di diritto privato NON significa PRIVATIZZAZIONE... le università restano "pubbliche" i finanziamneti restano "pubblici" la gestione amministrativa resta alla stessa università che non è tenuta a far entrare nel CdA nessun "estraneo" se non vuole.Eppure basterebbe leggersi non dico la legge in questione ma almeno gli articoli del codice che chiariscono cosa sono le fondazioni per capire che "fondazioni di diritto privato" significa "soggette alle regole del diritto civile" e non "fondazioni gestite o di proprietà dei privati". Il bello è stato che ieri in Senato Accademico mi sono permesso di domandare se qualcuno tra i presenti sapesse definire cosa fosse una "fondazione di diritto privato" e quali fossero le evntuali differenze con le ipotesi di "privatizzazione"; è vero che mancavano due presidi giuristi ma ... nessuno mi ha saputo rispondere anche se poi tutti hanno votato la mozione che conoscete... In pratica è come dire: non vogliamo il gelato alla fragola perchè sa di ... limone! Scusate ma sapete com'è il gelato alla fragola e sapete com'è il gelato al limone? NOn, tanto non ci interessa non vogliamo il gelato alla fragola e basta!Per carità va benissimo così. Ognuno è libero di non mangiare il gelato alla fragola e di non volere che le università si tarsformino in fondazioni. E si è liberi di manifestare contro questo. Tuttavia continuo a credere che se c'è chi la pensi diversamente possa anche quello avere il diritto di pensarlo e di non partecipare alle manifestazioni contrarie (o siamo arrivati al punto in cui chi non la pensa come la pensiamo noi non ha più diritti?).Diverso il discorso sui "tagli" e sul blocco delle assunzioni ecc. ecc.. Anche qui ci sarebbe da discutere: non capisco perchè un anno e mezzo fa quando il governo Prodi dispose, senza neppure passare in parlamento, lo "scippo" di milioni di euro destinati all'università per "stornarli" a favore dei camionisti ... oddio non ci fu neppure uno straccio di protesta nè una sia pur piccola manifestazione dei diretti interessati (vale a dire i precari, i professori e i futuri-che non ci diventarono- ricercatori). E sia chiaro: io non solo ho votato per quella maggioranza ma sono stato addirittura candidato al Senato (ma da ultimo in lista, naturalmente) per quella stessa maggioranza. E sia altrettanto chiaro: per queste ultime elezioni generali ho votato per l'attuale minoranza! Si vede che non c'azzecco mai.Ora che questi provvedimenti siano contestabili è fuori discussione. Ma ovviamente anche in questo caso credo si abbia il diritto di non essere d'accordo con la protesta ed il diritto di ritenere che invece si tratti di un provvedimento valido. E comunque credo che ci sia il diritto di ciascuno di scegliere liberamente come manifestare la propria opinione, la propria contrarietà o meno. E, lo ripeto, la libertà di non manifestare contiene ed è presupposto di quella di manifestare, così come la libertà di non contrarre contiene ed è presupposto della libertà di contrarre.Personalmente se dovessi combattere contro questa finanziaria sceglierei ben altra via. Lo scipoero della fame dei Rettori e dei Presidi (ma chi credete che avrebbe il coraggio?), o, al limite, la protesta estrema delle dimissioni con la perdita dello stipendio (ma anche qui, ... non vedo una lunga schiera di aspiranti paladini). Almeno in questo caso si protesterebbe ma senza danneggiare nessuno se non sè stessi. Ma purtroppo di persone come Gandi non se ne vedono molte in giro...Ecco spiegato perchè, sebbene anch'io non veda di buon occhio tutto ciò che è previsto nella legge che si contesta, non solo non condivido la tipologia della protesta in atto ma anche la "forzatura" della stessa. Tra l'altro, lo dicevo, mi pare che ci sia un gioco a scaricabarile o, se preferite ... a "futticompagno".Mi spiego, ma prima premetto, visto che qualcuno lo ha appena scritto sul forum, che stamattina "alle 9,50" ero in facoltàe che i miei cellullari non erano spenti per l'ovvia ragione che ... non ne possiedo che uno; ed è il mio personal e privato che ovviamente tengo spento quando sono impegnato a lezione, in riunione, a casa, come è mio diritto. Aggiungo che contrariamente a tanti io non ho un "telefonino di servizio" perchè non ho voluto gravare sulle spese dell'ateneo e le telefonate di ufficio le faccio a carico mio. Capisco che così passo per simpaticone ma almeno ho la coscienza a posto.Vengo alla spiegazione del mio pensiero: punto primo, anche se fossi arrivato alle 5 del mattino non era e non è in mio potere "sospendere le lezioni" come qualcuno asseriva.Nè tantomeno avrei potuto "concedere" un'assemblea ... visto che nessuno, dico nessuno, (e sfido chiunque a dimostrare il contrario) si è degnato, non dico di chiedermelo ma neppure di comunicarmi l'intenzione. Chiamo il buon Cesare a testimone e fido nella sua onestà per confermare ciò che sto dicendo e soprattutto che ogni qualvolta mi è stata chiesta un'assemblea non mi sono mai rifiutato.Qualcuno ha bofonchiato che il rettore avrebbe autorizzato sia la sospensione delle lezioni che le assemblee. Francamente mi pare difficile visto che il Rettore non ha questo potere come non lo hanno neppure i presidi.Quindi: a) se qualcuno mi avesse chiesto di svolgere un'assemblea lo avrei concesso entro i limiti dei miei poteri (no superpoteri...) e cioè garantendo un'aula per la bisogna; b) se nessuno mi chiede niente non ho niente da concedere.Ma lasciamo stare le regole che tanto oramai ho capito che tutti calpestano ... ma almeno la buona creanza se non l'educazione, avrebbe voluto che mi si informasse, almeno! Ma no, non importa... infatti leggo ora sul forum che si preannuncia un'altra assemblea per domandi addirittura convocata via sms ... grazie ne terrò conto ... il mio numero di cellulare lo avete ma a me ancora non è arrivato neppure quel tipo di comunicazione. Se era un modo per provocare una mia reazione e avere una scusa per dire che sono contrario .... ci si è sbagliati di grosso: non ci casco, e per me si possono fare tutte le assemblee di questo mondo purchè si garantiscano gli uguali diritti di chi non condivide.Quanto alla sospensione delle lezioni ... disposta dal Rettore qui si sfiora il ridicolo. Intanto non so su quali basi si sia diffusa la notizia. C'è chi mi ha detto di notizie sul Giornale di Sicilia. Non sapevo che fosse diventato organo ufficiale.... e per di più non lo leggo. Ribadisco che il rettore neanche volendolo avrebbe potuto sospendere le lezioni in quanto se, come in questo caso, è una forma di "protesta" o di "agitazione", intanto i professori e i ricercatori sono liberi di aderire o meno alla protesta o agitazione e chi non vuole aderire non può essere costretto a partecipare per forza; inoltre se si tratta di agitazione ecc. ecc. chi non fa lezione ... non ha lavorato e come capita a tutti coloro che "scipoperano" bisogna che venga detratta la giornata di stipendio ... mica gratis.Ora, il rettore ha inviato, in effetti, una lettera (senza protocollo nè firma) nella mia casella di posta privata che mi ha raggiunto nel primo pomeriggio di ieri ma nella quale, come è oramai noto, egli "autorizzava i presidi a sospendere le lezioni" per consentire lo svolgimento delle assemblee. Quello che ho detto prima vale anche in questo caso. Se il rettore non ha il potere di obbligare i docenti a partecipare e non ha il potere di "sospendere" le lezioni in una situazione del genere, non lo hanno neache i presidi. Ciononostante, vista la situazione ho ritenuto di accogliere nei limiti delle regole il suggerimento del Rettore e ho a mia volta "autorizzato i docenti che lo volessero a sospendere le lezioni per partecipare all'assemblea". Di più non posso fare.Sono però convinto che tutto questo che h detto e scritto serva a ben poco perchè ... non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. E credo, forse mi sbaglierò, che qui si andrà avanti a tutti i costi, qualunque cosa io, i colleghi, i presidi il rettore facciano. La scommessa, con Marco, della cena è sempre valida. E se qualcuno ha la bontà di spulciare il forum ... avevo già previsto purtroppo questo copione da un poì di tempo.Sia chiaro: non ho assolutamente espresso il mio pensiero su questa legge contestatissima. Purtroppo rivesto un ruolo che mi costringe ad agire a tutela degli interessi di tutti e non solo di una parte. E ovviamente posso solo fare ciò che mi è consentito fare. Anzi, applicando alla lettera l'insegnamento del mio amato Voltaire, anche se non fossi d'accordo con chi la pensa diversamente da me farò di tutto per garantirne la libertà ed i diritti, anche a costo di pagarne io le conseguenze.Con fiducia nella ragione e nell'intelligenza dei miei interlocutori.
A.M.
Mancano una serie di articoli presi dal Codice Civile (nostra Bibbia), che ci fanno capire di più cosa è una Fondazione di Diritto Privato.. e manca anche l'articolo 16 del DDL 133 del Ministro Gelmini
Abbiamo pubblicato il calendario degli esami











Ah ma l'ho letto.. l'ha pubblicato il 22 ottobre sul sito di "amici", come dici tu.
scusate la mia ignonranza...ma qnd posso iniziare a dare le prime materie??
Lunedi tornano le lezioni? Elisa puoi dirmi qualcosa tu? Visto che L'Agora' non dice nulla a riguardo..
Basta chiedere: cmq lunedì, sperando che non ci siano sorprese, RICOMINCERANNO LE LEZIONI.. e cmq, nel precedente post l'avevo già scritto..
Chiedo umilmente scusa..non avevo letto il post precedente..grazie per il vostro aiuto..
Di niente, non era un rimprovero :D
x favore...mi fate capire una cosa?? a dicembre posso già dare qlk materia??
No, le matricole possono da febbraio in poi..
Fabrizio, hai voluto la bicicletta...? xD
Mi serve un modo per contattare Marco di Agorà, devo fare curtigghio... e lui mi sembra informato!
il prof cognata ha detto ke l'esame d economia sarà a fine gennaio....io matricola...posso???
sì...
grazie mille x le info
- AGORA AL QUADRATO -
SONO MARCO DI AGORA' , ELISA SCUSAMI MA SONO FUORI CITTA' ... DIMMI PURE ... MANDAMI UNA EMAIL CHE VEDO DI LEGGERLA CON IL TELEFONINO.
GRAZIE CIAO.
X FABRI : POI DOVREI DOMANDARTI UNA COSA ... SEI IN FACOLTA' LUNEDI ??? RISP SUL MIO CELL. THANKS !!
salve raga ma com'è l'indirizzo esatto di amici dove vi è pubblicato l'articolo ??? grazie in anticipo.
Non è un articolo, è il forum di collegiosanrocco.
MARCO NON HO LA TUA MAIL!
FABRIZIO mi manderesti una mail con la mail di Marco? xD
ciao sono un suo amico
markus.j@hotmail.it
ma penso che entro stasera nn ci sarà xke andiamo in un posto ... cmq dom matt penso che ti risp.
Mi riferivo ad un altro marco... =(
ciao elisa, ho capito quale marco dici.. lunedì sarà in facoltà di mattina.. ciao a presto!
Oggi c'è troppo poco panico.
Quindi ci penso io.
DALLA REPUBBLICA DELL'1/11/08
<< Intanto i rappresentanti degli istituti cittadini si incontrano per pianificare nuove azioni di lotta e aumenta il timore dei dirigenti scolastici che le occupazioni possano estendersi e farsi più dure. Nella facoltà di Scienze politiche, l´unica finora occupata, si tornerà invece all´attività didattica lunedì. Gli studenti hanno concordato con il preside Antonello Miranda lo stop alla protesta dura in cambio dell´avvio nella grande aula 1 di seminari autogestiti sui provvedimenti del governo. >>
scusate ma l iscrizione e la consegna sn d afare entro il 5 giusto??? oppure la consegna la posso fare dopo??
Nell'ufficio della segreteria in viale delle scienze avevano scritto gli orari fino al 5/11,poi non so se da questa data chiudono oppure cambiano orari...
Il pagamento in banca senza mora può essere effettuato entro il 5 novembre.. entro il 31 dicembre con mora.. La documentazione invece va consegnata entro il 31/12
ok grazie tanteeee!!!!!
allora non è vero ke se nn mi iscrivo entro giorno 5 non posso più iscrivermi????
vendo libro ec.politiva(principi di economia)
VENDO XKE DECISO A NN ISCRIVERMI PIU!
LIBRO NUOVO,IMMACOLTATO!!
IL COSTO è DI 48.50, IO LO VENDO X 30 EURO!!
CHIUNQUE FOSSE INTERESSATO MI RISP A QST MIO INTERVENTO E NE PARLIAMO MEGLIO!